Riflessione del nostro socio Prof. Pierfrancesco Impedovo
Il brutale assassinio dell’ambulante nigeriano a Civitanova Marche non ha giustificazioni e ci impone, ancora una volta, riflessioni attente su di noi e la società in cui viviamo.
Spetta naturalmente agli inquirenti ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Sappiamo solo che Alika Ogorchukwu, 39 anni, venditore ambulante, è stato ferocemente aggredito e ucciso da Filippo Ferlazzo, 32 anni, salernitano d’origine, di passeggio con la sua compagna. Fermato e arrestato poco dopo delle forze dell’ordine, Ferlazzo avrebbe dichiarato che il motivo dell’aggressione sarebbero stati alcuni apprezzamenti fatti dalla vittima alla sua donna.
A noi interessa il dato sociologico sconcertante che emerge da questo episodio: nessuno dei numerosi presenti sulla scena è intervenuto per impedire che Filippo Ferlazzo uccidesse Alika Ogorchukwu. Nessuno!
La reazione istintuale è stata piuttosto impugnare lo smartphone e riprendere la scena. L’obbiettivo dello smartphone ha dunque “smaterializzato” la realtà, inserendo una sorta di filtro tra spettatori e protagonisti di quella violenza senza senso.
Viene da pensare, nella più ottimista delle ipotesi, che non abbiano saputo valutare in maniera lucida quelle che potevano essere le conseguenze di un’aggressione che, magari, sarebbe rimasta uno “spettacolino” immortalato in uno di quei tanti video “fai da te” che stanno ormai diventando una sorta di realtà parallela che non prevede conseguenze. Solo immagini.
Questa tragedia ci restituisce l’esatta misura di quello che stiamo diventando: una società non più civile, ma di monadi, nella quale un uomo in pericolo è lasciato a sé stesso e al suo destino perché abbiamo perso la capacità di sentirci noi stessi quell’uomo, e quindi di agire di conseguenza per proteggerlo. Ma anche una società dello spettacolo, per citare il titolo di un testo del 1967 del filosofo Guy Debord, evidentemente profetico.
Una società nella quale la morte di un uomo non ci riguarda nemmeno se avviene sotto i nostri occhi, perché la prima reazione che mettiamo in atto è prenderne le distanze filmandola come se fosse un macabro show, in una sorta di meccanismo di alienazione “protettiva”. La perdita della tensione morale ad aiutare chi è in difficoltà, ci ha privati del nostro status di “umani”.
Qui non c’entrano il razzismo e la politica invocati dalla solita retorica mediatica. Ma c’entra invece molto il compimento di un atavico percorso di alienazione sociale al quale hanno senza dubbio contribuito anche i media, in un’orgia di immagini che raffigurano la violenza in ogni sua forma e il cui drammatico effetto è di neutralizzare ogni sentimento di umanità, conducendo ad una barbarie nuova e spaventosa: l’indifferenza. E questo vale per l’omicida, tanto quanto per coloro che non hanno ritenuto di doverlo fermare.
Continuamente esposti alla violenza e alla sua rappresentazione, stiamo finendo per abituarci a considerarla un fatto normale, un fenomeno che come un altro può accadere.
In una società dove tutto deve apparire per esistere, spettacolarizzare la violenza equivale a banalizzarla, così come trattare femminicidi, stupri e omicidi nel grande circo mediatico dei salotti tv del pomeriggio, inseriti a caso tra foto di VIP in vacanza e consigli per gli acquisti, equivale a fare della violenza un prodotto come un altro, che si vende e fa vendere.
La violenza rappresentata in modo spettacolare, sgargiante, quasi accattivante, sta finendo per compromettere la capacità di mantenere saldo il senso di realtà: non vi è infatti alcun dubbio che i presenti avrebbero potuto bloccare Filippo Ferlazzo, anche solo per la loro superiorità numerica, impedendo così la morte di un uomo.
Ma questo non è avvenuto, e dobbiamo chiederci quanto una percezione alterata della realtà, dovuta anche ad una narrazione ormai miserabile nei valori, abbia contribuito a far sì che nessuno abbia avuto l’istinto di impedire che un uomo morisse, per futilissimi motivi, in una via dello shopping davanti a decine di “spettatori”.
L’indifferenza continua ad essere il più frequente e macabro degli spettacoli di questo agglomerato umano che ci si ostina ancora a chiamare “società”, sempre più social e sempre meno sociale.
É noto ai più che negli ultimi vent’anni, l’ambiente sociale si trova in uno stato liquido che lo separa nettamente dal suo precedente stadio solido, come Bauman ha cominciato a teorizzare già dal 2002.
La società solida è quella che resta tale per regole, usi e soprattutto imposizioni, quella liquida invece non conserva una sua forma, cambia nel breve termine ed in modo sostanziale.
Un tempo la società era costituita da persone prive della possibilità di poter cambiare il proprio status, perché ciò non era previsto dal ceto di appartenenza e sopratutto dalle concezioni sociali.
Oggi invece la parte giovane della società appare appunto liquida, un melting pot di individui diversi provenienti talvolta anche da diverse culture.
Ciò comporta una nuova modalità di interazione fra le persone: non esistono confini, si esce dagli schemi prestabiliti e dagli stereotipi costruiti dalle generazioni precedenti e lo scenario appare molto più complesso rispetto a prima, sopratutto per quanto riguarda lo spazio formativo, dato che ci si ritrova a confrontarsi con una moltitudine di modelli a volte contrastanti tra loro.
Il problema è che costruire una propria identià “solida” in una società “liquida”, risulta essere molto più complicato per l’assenza di schemi di riferimento.
Non è un caso che Bauman affermi che “L’incertezza nelle azioni caratterizza l’uomo post-moderno e sopratutto il suo modo di agire di fronte a situazioni di rischio e pericolo. Proprio per questo spesso l’incertezza si protrae oltre la fase adolescenziale invadendo l’età adulta”.
Ciò perché I giovani vivono una sfida aperta e quotidiana con il mondo.
Fluttuano in un ambiente immerso nella competizione e nell’esigenza di essere notati, di possedere gli oggetti giusti che determinino il loro status, più di quanto si facesse in passato allorquando la classe sociale era predeterminata dalla famiglia di appartenenza.
E in questa sorta di magma globalizzato, i giovanissimi sono attratti da qualsiasi realtà che permetta loro di accorciare non soltanto le distanze spaziali, ma anche quelle relazionali in modo particolare quelle relative alla selezione di partner sessuali.
Basti pensare alle chat che hanno il potere di accorciare i tempi e permettono di arrivare velocemente all’obiettivo desiderato.
Dunque la prima conclusione è che la modernità liquida ha modificato il nostro modo di percepire il tempo e lo spazio.
E se da un lato il web ci ha permesso di accorciare le distanze; dall’altro ha creato dei veri e propri cataloghi umani, con delle conseguenze a volte tragiche.
Siamo la società dei like, dei “sempre connessi”, quanti più like si riescono a ottenere, tanto più agli occhi della collettività virtuale si è considerati di successo e spesso partner appetibili.
Si è instillata la sindrome dell’illusione in vetrina, che consisterebbe nel fatto che sul web si abbia l’illusione, appunto, di essere persone uniche.
Bauman a questo proposito sostiene che il web è entrato nel nostro mondo con la promessa di creare un ambiente ideale, democratico, quando invece in realtà ci avrebbe aiutato ad arrivare all’odierna crisidella democrazia e all’aggravamento delle conflittualità e delle divisioni ideologiche.
Il web è stato accolto come chance per una seconda vita che noi abbiamo trasformato in un mondo di cyberbullismo
e diffamazione.
Ha illuso gli individui di poter raggiungere facilmente la notorietà, nonostante le probabilità di raggiungerla siano pari a quelle di una vincita di un jackpot.
La verità è un’altra…
Viviamo in un mondo mordi e fuggi, dove ogni evento della nostra vita è di breve durata, dai nostri accessori al nostro posto di lavoro e perfino l’amore e ai sentimenti.
E per i figli di questa società sembra difficile riuscire a conciliare la velocità e la fugacità dei nostri ritmi alla costruzione di un’affettività duratura.
Infatti i nativi liquidi si sono trasformati in professionistidella flessibilità sessuale, individui liberi di andare non avendo vincoli di intimità emotiva.
Bauman è categorico nell’affermare che l’essere umano è nato poligamoe ci si dovrebbe interrogare se l’amore liquido possa essere considerato un ritorno alle origini della sessualità umana.
Vorrei condividere con tutti voi alcune conclusioni sociologiche molto aderenti al dibattito di questa sera che provengono da un saggio assai poco conosciuto: “Nati liquidi” è l’opera sulla quale Bauman stava lavorando al momento della sua morte. Non un libro come gli altri, ma un dialogo con Thomas Leoncini che ha esattamente sessant’anni meno di lui e che fa parte delle generazioni dei nati liquidi, appunto, che il sociologo ha teorizzato per primo e della quale si è occupato per tutta la vita.
Bauman e Leoncini, in queste pagine, dialogano sugli aspetti più caratterizzanti degli anni ai quali appartiene il giovane interlocutore.
E la cosa interessante è che, lungo il percorso si scopre che la modifica del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, la barba, le dinamiche dell’aggressività, il web, le trasformazioni amorose sono fenomeni attuali che affondano le proprie radici in un passato che non è poi così diverso e nemmeno così passato.
Il tatuaggio, ad esempio, è un indicatore di inalienabilità del diritto all’auto affermazione.
Il che ha a che fare, spiega Bauman, con il concetto di comunità e identità che non sono affatto la stessa cosa, anzi.
“La prima, la comunità, è coercitiva, in quanto determina preventivamente il claster sociale dell’individuo, l’altra si presume sia ‘liberamente scelta’.”
Ecco spiegato il fenomeno della moda, dei tatuaggi.
Fenomeno giudicato ancora anticonformista e non completamente accettato nella nostra società, ma che rimanda alle abitudini tribali dell’Africa dove è l’assenza dei tatuaggi a decretare l’esclusione del singolo dal resto del gruppo.
Un altro meccanismo di auto affermazione e di accettazione di sé, attenzionato nel libro, è la chirurgia estetica.
Migliorare il proprio aspetto significa semplicemente avvicinarlo il più possibile ai parametri della moda dominante.
A questo proposito Bauman osserva che La cultura contemporanea della società dei consumatori è governata dal precetto ‘se puoi farlo, devi farlo’.
L’economia consumista prospera grazie al magico stratagemma del convertire la possibilità in obbligo o, per dirla in termini economisti, l’offerta in domanda”.
Poi c’è un altro tema di confronto, forse il più interessante, riguarda le trasformazioni dell’aggressività con particolare attenzione al fenomeno del bullismo.
Ancora una volta il riferimento è a un tema antropologico molto antico, i riti di passaggio. Le tre fasi nelle quali essi si articolano, separazione, marginalità e aggregazione sono gli stessi attraverso i quali si possono leggere i fenomeni di bullismo visti dal punto di vista della vittima.
Se è vero che in chiave antropologica i riti di passaggio hanno una funzione imprescindibile che scandisce i passaggi della crescita biologica e sociale, è altrettanto vero che il bullismo non ha e non può avere questa funzione.
In questa logica, l’unica lettura possibile di un fenomeno come questo è “il ritorno della violenza nella risoluzione dei conflitti, a scapito del dialogo finalizzato alla reciproca comprensione e alla rinegoziazione del modus co-vivendi”.
Secondo Bauman il web ha un ruolo importante in tutto questo, ma non come causa, bensì come condizione agevolante.
Infatti è pacifico che il bullismo e la violenza in genere, esistono da sempre e da sempre sono manifestazione di un disagio esistenziale per chi li pratica e di emarginazione per chi ne è vittima.
Ciò che preoccupa realmente il grande sociologo è la banalizzazione del male, operazione che porta con sé una progressiva insensibilità nei confronti del male stesso e di tutte le sue manifestazioni.
Fare il male non richiede più motivazioni, soprattutto in una società in cui il pluralismo sembra alleggerire la responsabilità individuale in nome di un agire collettivo.
Non manca un’ampia digressione sul grande tema della trasformazione profonda che la liquidità ha prodotto sulla sfera sessuale e amorosa.
Il web rappresenta il non luogo e il non tempo per eccellenza.
È la dimensione che ci permette di essere contemporaneamente ovunque e in connessione con chiunque.
La relazione si costruisce prima online e solo in un secondo momento e neanche sempre, si concretizza in un incontro offline.
Dice Bauman “WhatsApp, Telegram, Messenger hanno questa grande funzione: accorciano i nostri tempi, ci fanno arrivare con molta più rapidità al target desiderato, sono processi istantanei che sanciscono come mai prima d’ora la fine delle distanza spaziali, determinando come unica sottile barricata la staccionata temporale.”
I social, in questa chiave, costituiscono il vero grande inganno del nostro tempo.
La selezione delle amicizie e delle interazioni che facciamo sui social costituisce, se così si può dire, ‘la fabbrica del consenso’.
Interagiamo solo con chi ci apprezza e condivide le nostre idee, mentre eliminiamo chi non esalta la nostra individualità e non alimenta la nostra autostima.
La relazione sul web a ben guardare è tra singoli, tra individualità che coesistono con altre individualità.
I social, hanno spazzato via le categorie del pensiero democratico, per far posto ad un’organizzazione della nostra sfera personale basata su principi che ricordano piuttosto il totalitarismo.
Bauman scrive “Online, a differenza di quanto accade offline, sono io ad avere il controllo: io sono il padrone, io comando. Forse non ho la stoffa del direttore d’orchestra, ma decido io che musica si suona.”
Gli uomini del ventunesimo secolo appartengono dunque ‘a due mondi’ e, come mostra la maggior parte delle ricerche sociologiche, la scelta di internet non è tanto in base all’opportunità di accesso, quanto a quella di uscita.
Dove uscita significa la possibilità di creare la propria zona di confort che accoglie tutto ciò che ci fa sentire bene, mentre esclude tutto ciò che ci irrita, ci stressa o ci fa sentire a disagio. Il web, quindi, come amplificatore della modernità liquida nella quale siamo immersi. Nel bene e nel male.
Concludo con l’ultima (purtroppo) grande lezione che Bauman, ci ha lasciato…
“Nella modernità liquida tutte è cambiato. Ognuno di noi, sul palcoscenico della contemporaneità, è consapevole dell’impotenza degli strumenti che possiede. Siamo attori del grande teatro del mondo, ma quando i riflettori sono tutti per noi, l’agnosiaideativa ci colpisce come un pugno.
Prof. Pierfrancesco Impedovo, giurista, criminologo, socio di Fermiconlemani
C’è un un’atmosfera speciale fra noi, e ciò grazie ad un ingrediente magico che ci tiene uniti di cui la nostra Presidentessa è, nel contempo, portatrice sana e copiosa dispensatrice: l’entusiasmo.
Che bella parola “entusiasmo”, dal greco en – thèos: avere il Dio dentro; quel “daimon”, voce dell’anima che ci mette in contatto con i nostri valori essenziali e ci guida verso la piena realizzazione di noi stessi.
Ed è evidente che gentilezza, amore verso il prossimo e spirito di servizio è ciò che accomuna tutti noi.
Stare in un team come il nostro significa fare esperienza del “dono”, donare una parte di se al prossimo e alla comunità.
E la nostra inestimabile Presidentessa, come ogni grande leader, aiuta ciascuno di noi a farsi “dono”, valorizzando le migliori potenzialità ed energie di cui disponiamo. E’ ciò che ritorna a noi di questa osmosi, di questo flusso di energie positive, è un dono altrettanto grande: il “dono” di vivere questa avventura meravigliosa, umana e professionale che, sicuramente, ci cambierà per sempre.
Grazie alla nostra Presidentessa ma soprattutto cara amica Titty, e grazie a tutti NOI per essere ciò che siamo: una squadra meravigliosa, fatta di persone meravigliose che fa cose meravigliose.
Ad maiora semper!
Prof. Pierfrancesco Impedovo, giurista, criminologo, socio di Fermiconlemani
Webinar 8 giugno ore 20:00 in diretta sulla pagina facebook di Fermiconlemani
Ai tempi moderni dell’accelerazione sociale e del “tanto e troppo”, dello sperpero, del “mordi e fuggi”, ci immergiamo nella dimensione dell’amore liquido sempre piu’ fluttuante collegato alla dinamica del consumismo relazionale mutuato dal consumismo dei beni di consumo.
Sempre piu’ spesso guardiamo le persone con un ottica utilitaristica.
Vi cito un pensiero di Zygmunt Bauman, “se l’uomo senza qualità è il perfetto ritratto dell’uomo moderno, l’uomo senza legami è l’individuo plasmato dalla «modernità liquida», termine con cui l’autore indica quel periodo che dagli anni ’60 che numerosi altri studiosi hanno identificato come “postmodernità, tarda modernità, capitalismo maturo, modernità riflessiva ecc.” (Quattro lezioni su Amore liquido. Sulla fragilita’ dei legami affettivi.
[Liquid Love. On the Frailty of Human Bonds, Cambridge-Oxford, 2003], trad. it., Bari-Roma, Laterza, 2003.)
Partiamo dal riferimento dell’eroe di questo libro di Bauman che nella Prefazione, lo incarna come «l’uomosenza legami» quale soggetto alla ricerca di una identità, senza che nessuna delle qualità acquisite abbia una garanzia di durata.
Il protagonista del saggio di Bauman è l’uomo della modernità liquida, cioè di quella fase dell’età contemporanea che si caratterizza per lo stato mutevole e instabile di ogni sua forma organizzativa
Questa reazione dell’essere umano puo’ essere vista come un demone che sovente ci impedisce di vivere i rapporti in modo autentico, empatico e costruttivo.
Siamo disponibili a condividere il tempo con gli altri fin tanto che le cose vanno bene, ci soddisfano o ci servono e, in qualche modo, ci nutrono.
Noi di Fermiconlemani ci siamo chiesti se “bruciare le tappe” anche sessuali quale modus sempre piu’ diffuso di vivere le relazioni anche tra i giovanissimi possa nascondere fragilita’ e paure.
Se riflettiamo notiamo quanto gli esseri umani siano sempre piu’ attratti dalla spasmodica ricerca di oggetti all’ultima moda, pensando di raggiungere una sensazione di appagamento con l’acquisto dell’oggetto del desiderio, cestinando invece cio’ che gia’ si ha e che magari non funziona al posto di ripararlo.
Tali consuetudini si sono traslate nella sfera relazionale e affettiva portandoci ad essere pervasi dal desiderio di sostituire le persone facilmente come le cose, senza andare a fondo nelle conoscenze, senza cercare un unione di anima e di cuore, cosi’ per nutrirci di cio’ che ci appaga, usiamo la persona che incontriamo a volte anche solo sessualmente e poi passiamo con un fare chirurgico alla successiva senza preoccuparci dello stato emotivo della persona che stiamo surclassando!!!!
Questa dinamica di “consumismo” e’ messa in pratica non solo nelle relazioni amorose ma anche in quelle amicali e potrebbe farci perdere occasioni importanti di evoluzione personale o impedirci di coltivare rapporti con talune persone che ci potrebbero arricchire l’animo e il cuore.
IN CHE MODO POSSIAMO PREVENIRE QUESTI METODI RELAZIONALI CHE POSSONO DIVENTARE DISFUNZIONALI E TOSSICI PER I SOGGETTI COINVOLTI?
Il primo focus per gli operatori di Fermiconlemani sono le attivita’ di coinvolgimento dei piu’ giovani nella semina di VALORI POSITIVI, della cultura della gentilezza, del rispetto per la lealta’ e per le regole.
Sono determinanti per consolidare una crescita sana delle nuove generazioni per stimolare il benessere interiore i percorsi che, da diversi anni, il team di Fermiconlemani propone nelle scuole, orientati all’educazione affettiva, emotiva e sessuale, oltre che in ogni ambito della societa’ civile ove sia possibile confrontarsi con i giovani adulti, ma anche con i piu’ piccoli, al fine di interagire con loro, soprattutto ascoltando le loro esperienze, facendo emergere le loro fragilita’ per poi conferire delle linee guida con il coaching e con la comunicazione empatica ed efficace per supportarli e rinforzarli nell’autostima e nel consolidamento della loro identita’.
Prevenire l’immaturita’ affettiva e le relazioni malsane che possono assumere dimensioni tossiche talvolta anche collegate alla love addiction e romantic love possono aiutarci a prevenire insidiosi meccanismi di “violenza invisibile” che con le nuove frontiere della manipolazione mentale divengono sempre piu’ frequenti con i fenomeni di ghosting, zombieing, orbiting, breadcrumbing, benching, submarining, stashing.
Tali relazioni possono annientare lo stato emotivo e destrutturare chi le patisce, fino a procurare in casi gravissimi l’autolesionismo o il suicidio, cosi’ come possono diventare incipit di violenza fisica e riscatto da parte di chi si sente umiliato e usato.
A cio’ si aggiunga che l’innovazione di intrattenere le relazioni on line apre nuovi scenari nella comunicazione che come per il consumismo relazione possono rappresentare un’ulteriore peggioramento che ci porta verso la depersonalizzazione, deresponsabilizzazione e il disimpegno che si prestano alla costruzione di piu’ storie parallele.
In fondo se ci pensiamo anche il sesso che nell’evoluzione sociale e culturale dagli anni 68 in poi assumeva una connotazione di liberta’ e di autodeterminazione oggi e’ diventato probabilmente nella facilita’ relazionale uno strumento di omologazione di massa.
Consumiamo i rapporti alla velocita’ della luce e in particolare, il periodo di restrizioni che abbiamo dovuto affrontare, a causa del Covid da l’impressione che siamo piu’ accellerati di prima quasi come volessimo “divorare la vita”.
Tale spaccato ci fa pensare che viviamo in una sorta di ondata goliardia collettiva che ci fa sostituire “la quantità con la qualità” abbiamo probabilmente sostituito la passione con la compulsione, abbiamo sostituito la sacralita’ dell’intimita’ sessuale con la “prestazione”.
Parleremo di tali argomenti con il team di Fermiconlemani in collaborazione con l’Associazione Crescere Insieme di Casamassima, durante la conferenza on line sulla pagina facebook di Fermiconlemani dal titolo “L’AMORE LIQUIDO” forniremo linee guida, strumenti e progetti per facilitare l’empatia, la fiducia e l’equilibrio nelle relazioni tra le coppie e tra gli amici in una prospettiva di evoluzione e di crescita personale condivisa con gli spettatori nell’ottica di prevenzione della violenza psicologica e fisica.
“il valore di una persona risiede in cio’ che e’ capace di dare e non in cio’ che e’ capace di prendere” (Albert Einstein)
Criminologa
Esperta in
Crimini Violenti, Violenza on line e off line, Dinamiche Settarie, Satanismo
Coach e Conselour Bioetica
Ideatrice del Metodo “Rinascere Danzando” e del Progetto “Cassetta Help”
Consulente di parte per:
supporto in indagini difensive, ricostruzione criminodinamica degli eventi, preparazione interrogatori,
analisi della testimonianza, ricostruzione del fatto criminoso.
AUGURI DA TUTTO IL TEAM DI FERMICONLEMANI PER IL 2022
Quest’anno per gli auguri ci siamo incontrati per trascorrere del tempo prezioso insieme presso il “Cortigiano” in Bari, per scambiarci un importante e delicato messaggio donandoci degli angeli messi a disposizione da “Artemisia Bomboniere”, in Bari, e dalla Sua Titolare Mariangela De Marinis che ringraziamo di cuore.
Le attivita’ interne tra i componenti del nostro team sono sempre tese a :
Rafforzare lo Spirito di Squadra
Motivare le Risorse Umane
Valorizzare le performance dei nostri operatori
Per tali ragioni e’ fondamentale improntare tra i volontari rapporti collegati ai valori del rispetto, della condivisione, della gentilezza, del supporto, dell’ unione, dell’attenzione e dell’amicizia che consolidano il gruppo e creano un team sinergico.
Vi starete chiedendo cosa ha spinto i volontari di Fermiconlemani a costituirla e a dedicarle passione e amore in ogni attività messa in campo?
E’ stata la consapevolezza che il volontariato non è “lavoro” come comunemente lo intendiamo, ma è qualcosa di estremamente nobile che permette all’essere umano di regalare a degli sconosciuti le ciò che di più importante possediamo dopo la salute: il TEMPO e l’AMORE.
Per portare avanti questa nostra mission al meglio, è necessario avere con sé una sana dose di umiltà, curiosità e onestà intellettuale, qualità che nel tempo potranno trasformarsi nel SAPER FARE – SAPERE – SAPER ESSERE – SAPER ASCOLTARE. Inoltre, bisogna essere sempre pronti al LIFELONG LEARNING, ovvero quella forma di apprendimento che non può mai avere fine a maggior ragione nell’ambito degli interventi sociali in quanto necessario per favorire il processo evolutivo e di cambiamento.
I volontari di Fermiconlemani si mettono a disposizione non solo con il proprio tempo, ma attivano in modo sano e maturo: empatia, capacità di ascolto, accoglienza, voler sviluppare la capacità di fare teambuilding, vedere l’ opportunità che ogni persona o situazione porta in sé, curare la comunicazione, cogliere in modo attivo i cambiamenti di stile tra generazioni.
Il nostro team è composto da molteplici figure professionali quali psicologi, assistenti sociali, avvocati, criminologi, life coach, pedagogisti, psicomotricisti, mediatori familiari, maestri di discipline artistiche e sportive ma anche da figure fondamentali nella lotta contro la violenza, che riportano le loro esperienze personali e lanciano messaggi veri ed emozionanti alla collettività quali vittime di violenza fisica e psicologica, come vittime di sette, satanismo, violenza sessuale, violenza nei confronti delle donne, violenza di genere.
Insieme siamo gli angeli custodi l’uno dell’altro.
OGNI GIORNO E’ UN GIORNO SPECIALE PER DIVULGARE CULTURA NON VIOLENTA
La vera e unica forma di prevenzione della violenza on line e off line e’ la formazione, la sensibilizzazione, il sostegno e l’ascolto partendo dalla diffusione del pensiero positivo che la prevenzione non è solo un’illusione ma un vero e proprio strumento di azione.
Al fine di prevenire relazioni affettive e d’amore malsane, di dipendenza emotiva e patologiche tra gli adulti e tra i piu’ giovani nel gruppo di pari, che a lungo andare possono generare meccanismi pericolosi di violenza, di discriminazione, di oppressione e di crimini per Fermiconlemani la circolarita’ di Legalita’, Valori, Regole, Gentilezza, Condivisione e Rispetto possono offrire una nuova direzione da intraprendere, un percorso sotto il controllo e la responsabilità non solo delle donne coinvolte, ma anche degli uomini, seguendo la logica che è sempre possibile essere fautori del mutamento culturale se tutti insieme collaboriamo al processo di cambiamento sociale.
Il tema della violenza e’ così delicato e doloroso che Fermiconlemani nel nuovo video clip ha voluto rappresentarlo senza nessuna immagine cruenta di violenza ma con scene simboliche di amore, arte, sostegno, accettazione, gentilezza, condivisione, inclusione ed empatia per mostrare allo spettatore le alternative sane ai gesti e alla comunicazione violenta.
L’obiettivo del nuovo videoclip e’ produrre “emozioni positive” per creare consapevolezza sui comportamenti e gli atteggiamenti violenti che connotano una “cultura della sopraffazione e della prevaricazione, promuovere una cultura della prevenzione, della non-violenza del rispetto e della gentilezza e invitare i giovani a riflettere sulla responsabilità personale, come attori e come spettatori, di fronte a situazioni di questo genere, collegandosi ai temi della giustizia, del rispetto e dell’inclusione.
Un ringraziamento speciale e’ rivolto alle persone sensibili e gentili che hanno partecipato, sostenuto e consentito la realizzazione di questo video dimostrando che il “NOI” ha un valore fondamentale nel contrasto ad ogni forma di violenza.
Il team di Fermiconlemani con il cuore ringrazia la sensibilita’ di Martina Ferrari e dei sui genitori Angela Papapicco ed Enrico Ferrari, di Diego e Filippo Giorgi e dei loro genitori Francesca Pilo’ e Andrea Giorgio Giorgi, della bravissima ballerina Simona Carofiglio, della dolce Simona Marvulli e dell’efficiente tecnico Beppe Magrone che si e’ occupato della realizzazione.
Tutto cio’ che desideri e’ dall’altra parte della paura cit. Fermiconlemani
Ecco il link per visionarlo https://youtu.be/4YE9B8atuOI ma lo troverete sul nostro canale you tube, sul sito e sui canali social.
Avvocato Tiziana I. Cecere
Presidente di Fermiconlemani
avvocato penalista, Criminologa
Esperta in Dinamiche Settarie, Satanismo e Crimini Violenti
Sono Caterina Ranù e vivo a Bari dal 1999. Bari è la città dei miei studi universitari e della mia attuale professione forense. Nei miei anni di professione ho sempre trattato con una certa sensibilità ogni tematica involgente la lesione di diritti soggettivi con particolare riferimento alla sfera dei diritti inviolabili della persona come singolo e nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. In particolare, vicende di natura incidentale, hanno spostato il baricentro della mia attenzione verso ogni forma di violenza fisica e psicologica verso i soggetti più deboli. Dai minori alle donne, la mia attenzione è progressivamente evoluta in sensibilità e in esigenza di prestare a soggetti vulnerabili un aiuto concreto.
L’Associazione “Fermi Con le Mani” ha contribuito a sollecitare nella mia persona spunti di riflessione verso l’universo “donna” ,con particolare riferimento a un sottile concetto di violenza, quella psicologica, potenzialmente idonea a trasmodare nel ricatto, nel boicottaggio e nella manipolazione .
Mi piace a tal proposito ricordare che la Convenzione del Consiglio di Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne costituisce il testo di riferimento per la definizione delle più variegate forme di violenza. Partendo dal presupposto che ogni forma di violenza, fisica e psicologica, integra reato, si può affermare che la lesione dei diritti fondamentali delle donne può avvenire tanto in ambito familiare quanto in generale nelle relazioni sociali sub specie di violenza privata (art.610 c.p.) o di stalking (art. 612 bis).
Mi preme tuttavia evidenziare che le più invisibili forme di coartazione psichica possono verificarsi anche negli ambienti di lavoro
E’ questo è in parte anche il senso della cassetta “HELP” di Fermiconlemani che auspichiamo in futuro di installare in luoghi di lavoro quale segnale di sensibilizzazione verso realtà ancora esistenti nei più variegati contesti.
Una delle Cassette Help di cui sono onorata di essere la referente e’ stata installata presso l’Ordine degli Avvocati di Bari con il patrocinio dell’Ordine Avvocati di Bari, Il Comitato Pari Opportunita’ e l’Associazione Donne Giuriste Sezione di Bari.
Il riferimento è a tutte le condotte messe in atto da chi vorrebbero congelare la realizzazione di chi subisce atti di “sessismo “e di mobbing da parte di colleghi, di datori di lavoro o a tutti coloro che vorrebbero utilizzare il potere economico quale strumento di blando ed invisibile ricatto.
“ Sei bella ma incapace. ”.“ Non diventerai mai brava senza di me”.
Bisognerebbe avere il coraggio di captare immediatamente la carica di coartazione psichica racchiusa in queste frasi.
Il retaggio culturale che vede la donna quale “individuo sottoposto” al potere maschile non è una favola superata ma è ancora una realtà.
La vita professionale /lavorativa di molte donne è spesso appesa al filo sottile del ricatto “ sessuale”, ricatto blando, quasi impercettibile ma presente in taluni contesti malsani spesso come” frase” non detta ma implicita.
La sofferenza morale, in questi casi, è doppia in quanto amplificata dalla paura di subire boicottaggi e pregiudizi nel contesto lavorativo.
Il rischio che le scelte compiute siano frutto di paura e pressione è altissimo.
La vergogna è la prima sensazione che generalmente si prova.
Si tende a non vedere e a negare la realtà.
Ebbene, il mio personale obiettivo sarà quello di segnalare il male invisibile e di proporre soluzioni costruttive con l’indispensabile aiuto del competente team work della Associazione “Fermi con Le mani” di cui faccio parte, affinchè chi soffre possa trovare il coraggio di ribellarsi , di correre verso la libertà e verso contesti migliori.
Ringrazio il Presidente Avvocato Tiziana Cecere per la fiducia accordata e spero, nel mio piccolo, di essere utile anche perché aiutare chi soffre fa bene all’anima e ci rende persone migliori.
Con orgoglio
La socia Caterina Ranù
Avvocata Caterina Ranu’
Civilista
Esperta in Diritto di famiglia
Socia di FERMICONLEMANI
Referente:
Progetti pari opportunita’ e discriminazioni sul luogo di lavoro,
” E’ solo questione di tempo: la mia vita una favola ” scritto dalla Prof.ssa Paola Colarossi e ove ricordiamo e’ installata una delle nostre Cassette Help.
Sara’ un ottima occasione per parlare di madri, donne, famiglie, valori, rispetto, autostima, coraggio e prevenzione della violenza.
E’ possibile prenotare ai riferimenti indicati in locandina.
Il team di Fermiconlemani ringrazia le referenti del lascito Garofalo , rete Bari Social Book, Comune di Bari, Assessorato al Welfare e la Prof.ssa Colarossi per l’importante opportunita’.
Vi presentiamo la Prof.ssa Paola Colarossi:
“E’ nata a Trinitapoli nel 1962. Vive e lavora ad Andria.
Insegna matematica e scienze presso l’Istituto comprensivo Don Bosco-Manzoni.
Adora raccontare storie.”
<ERA TUTTO LA’.
IL DOLORE CHE CI PORTIAMO DENTRO HA RADICI PROFONDE E , A VOLTE, LONTANISSIME.
I NODI E LE QUESTIONI CHE NON SI SCIOLGONO RIMANGONO LI’, GENERAZIONE PER GENERAZIONE, E FERISCONO, UCCIDONO, CON UNA SOFFERENZA DEVASTANTE.
E TUTTE LE QUESTIONI, TUTTE LE NOSTRE SOFFERENZE, HANNO SEMPRE UN’UNICA RADICE: LA MANCANZA D’AMORE. >
CIT. Prof.ssa Paola Colarossi docente di matematica, Coach Bioetico.
strumenti per sopravvivere e contrastare la violenza
Diretta: pagina Facebook Fermiconlemani e canale Youtube
6 luglio 2021 ore 17.30
MODERA:
AVV. TIZIANA CECERE
CRIMINOLOGA, COACH E COUNSELOR BIOETICO,
PRES. DI FERMICONLEMANI
INTERVIENE CON LA SUA STORIA PERSONALE:
ANTONELLA VALLETTA
PRES. DELL’ASSOCIAZIONE CRISALIDE ODV
SOCIA ONORARIA DI FERMICONLEMANI,
OPERATRICE OLISTICA, SCRITTRICE
Il pensiero di Antonella Valletta, Presidente dell’Associazione Crisalide, Socia Onoraria di Fermiconlemani:
“Quando ho deciso di mettere nero su bianco la mia storia e finalmente porre fine a una lunga agonia interiore piena di terrore, ho iniziato a respirare, erano piccoli respiri di ossigeno pulito.
Sapevo comunque che non sarebbe stato facile esporsi, ma era un timore diverso, era una paura coraggiosa, perché sapevo che molte persone finalmente potevano sentirsi capite e io non sentirmi più sola o viceversa, sapevo anche che altre persone si sarebbero allontanate definitivamente da me, e altre invece ne avrei trovate, tutte meravigliose.
Subire una violenza sessuale a 9 anni, non essere creduta e quindi cadere in un’altra condizione di violenza quella psicologia, in un momento così importante della mia vita mi ha fatto crescere con tante insicurezze e tremori. Ma un giorno ho detto basta, io non avevo fatto niente di male e non avevo colpe, non avevo nulla di cui vergognarmi e così ho incominciato un lavoro interiore, doloroso sicuramente, ma lo dovevo a me stessa e al forte attaccamento alla vita che sentivo ancora, ho pensato che nonostante tutto quello che avevo dovuto affrontare io ero ancora viva, ero una sopravvissuta e per questo dovevo sentirmi fortemente fortunata.
Da questo è nata la missione di Crisalide, dare voce ai sopravvissuti di violenza ma soprattutto ascolto a chi porta ferite interiori, quelle che non si possono vedere con occhi e toccare con mano, ma che uccidono più di qualsiasi altra ferita.
Grazie a questo progetto che portiamo avanti creiamo incontri ed eventi pubblici, grazie a questo molte persone stanno trovando il coraggio di provare a rinascere, si avvicinano a Crisalide e chiedono di essere ascoltati e aiutati a superare le paure e alcune barriere mentali che purtroppo esistono quando si parla di sopravvivenza dopo una violenza, di qualsiasi genere.
Crisalide è nata per sensibilizzare la società verso questo argomento, parlare alle famiglie dei sopravvissuti aiutando prima loro ad affrontare un trauma di questo tipo, perché spesso i veri problemi nascono proprio dalla famiglia o nel contesto in cui si vive, sensibilizzare i giovani e uomini all’educazione alla non violenza.
Cerchiamo di impegnarci a non spegnere mai i riflettori su l’argomento violenza affrontandolo e soprattutto diamo speranza che da certe esperienze si può rinascere senza paura e vergogna”
Antonella Valletta, Presidente dell’Associazione Crisalide,
PERCORSI DI LEGALITA’ E DI CAMBIAMENTI A VENT’ANNI DALLA MORTE DI MICHELE FAZIO
Non dobbiamo dimenticare ciò che accade a Michele Fazio ragazzo innocente vittima di mafia il 12.7.2021 nella nostra amata Bari vecchia .
È fondamentale che la memoria rimanga sempre vivida per continuare a lottare tutti insieme contro tali crimini violenti e contro la mafia perche’ leggere i nomi e i cognomi delle vittime di mafia è sempre un modo per far in qualche modo “rivivere” gli occhi e il cuore di quegli uomini e quelle donne, e per non dimenticare l’esempio di chi ha combattuto e combatte tuutt’oggi le mafie a viso aperto e non cede alle minacce e ai ricatti .
Da quel terribile giorno la famiglia Fazio instancabilmente ha seminato germogli di legalita’ e valori tra i più giovani e ha contrastato la mafia locale con tutte le sue risorse sostenuta da istituzioni, associazioni e dalla cittadinanza.
Noi di Fermiconlemani prestiamo il nostro contributo diffondendo i messaggi della Famiglia Fazio e divulgando questo grande e speciale evento.
Saremo presenti e se vorrete ascoltare il nostro Presidente l’ Avv. Tiziana Cecere Il nostro consigliere Fondatore Marco Magliozzi relazioneranno, venerdì 4 giugno nella sessione del pomeriggio, sull’evoluzione del linguaggio mafioso, com’e’ cambiata la comunicazione della mafia dall’omerta’ ai social, tecniche di manipolazione mentale nell’addescamento e strumenti di prevenzione.
Le mafie hanno imparato ad utilizzare nuovi codici e nuovi linguaggi per mimetizzarsi nel nuovo villaggio digitale impostando anche il loro sistema sui nuovi modelli relazionali utilizzando in modo evoluto le nuove tecnologie anche come risorsa per controllare e gestire i loro flussi finanziari e per propaganda delle attivita’ criminose con sistemi criptati e del dark web.
Vi aspettiamo potreste seguire l’evento in streaming.
La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.’
Cit. Giovanni Falcone
Avv. Tiziana Immacolata Cecere
Pres. di Fermiconlemani, criminologa, esperta in crimini violenti ed interventi di progettualita’ sociale