Ti chiediamo scusa Giuditta, per non essere riusciti ad evitare l’aggressione brutale che hai subito.
Siamo costernati e indignati.
Il gravissimo e cruento episodio di violenza perpetrato ai danni della studentessa universitaria barese Giuditta D’Elia all’interno del Parco Rossani denuncia una involuzione tremenda dell’impianto preventivo, di tutela e di sicurezza sociale che deve incutere timore nella coscienza collettiva e scuoterla per immediati interventi. In contemporanea con il disegno governativo che stravolge l’onere probatorio circa l’imputabilità dei minori ultra 14enni, fissandone la presunzione, si è consumata una disumana efferatezza del branco ai danni di una donna. Non interessano i futili motivi, non interessa il motivo, non c’è mai una giustificazione a siffatte crudeltà.
Ci colpisce nel profondo per quanto anima a livello operativo e statutario la nostra associazione l’accaduto perché la non violenza dovrebbe essere bene comune e bene comune dovrebbe essere la libertà di circolare senza paura. Ma la paura non attinge il potenziale reo di siffatti delitti. Mai! Adulti e minori hanno sfregiato nel corpo e nell’anima un essere vivente, un essere umano rimasto solo nel trauma e nel dolore.
Esprimiamo ogni vicinanza e solidarietà a Giuditta e le stringiamo la mano in quanto eroina. Lei esprime il coraggio di denunciare, esprime il coraggio di parlare che tutti dovremmo avere.
Ci auguriamo fortemente che si faccia concretamente rete per un futuro di semina del bene e di protezione.
A cura dell’Avvocata Daniela Corrado, Referente Area Servizi sociali di Fermiconlemani