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Riflessioni sulla chiusura del gruppo “Mia Moglie”

Negli ultimi giorni abbiamo letto articoli su numerose testate giornalistiche, commenti su tutti i social e un’enorme indignazione a proposito del gruppo Facebook “MIA MOGLIE”. Ma cosa ci stupisce di più? Che a commettere le offese siano uomini che, formalmente, conducono vite “sobrie e canoniche”, con ruoli professionali e sociali caratterizzati dal perbenismo?

La violenza è endemica, pervasiva e profondamente radicata, e si annida in ogni contesto socioculturale e professionale, non essendo collegata solo al “degrado” o alla “solita matrice criminale”. Da tantissimi anni si parla di bodyshaming, cybershaming, mobbing coniugale, maltrattamenti in famiglia, gaslighting e mansplaining, tanto che sono state introdotte nuove fattispecie criminose nel nostro codice penale. E allora, ci stupiamo ancora?

Sono state semplicemente traslate le dinamiche diffamatorie che in passato avvenivano di persona, quando gruppi di uomini facevano “squadra” e deridevano le loro mogli e compagne al bar, a cena o negli spogliatoi delle palestre. Ora, tutto questo si sposta sui gruppi social.

Torniamo a parlare di patriarcato, pensando che sia uno dei mali del nostro secolo, e poi non supportiamo i bambini e gli adolescenti, figli di questi uomini, nell’insegnare loro il rispetto per l’altro. Non educhiamo a comunicare in modo pacato e calibrato, e continuiamo a far crescere bambine e adolescenti instillando nelle loro identità il retaggio che in casa debbano essere “al servizio degli uomini”, nel rispetto dei ruoli. Di conseguenza, se lavorano, devono limitare il tempo fuori casa per adempiere agli impegni familiari, costrette spesso a rinunciare alla carriera se desiderano avere figli, perché la donna impegnata socialmente, professionalmente e culturalmente mette in crisi la virilità maschile.

Il team del nostro Ente Fermiconlemani insiste nel divulgare attività di supporto per tutte le famiglie, indistintamente, attraverso l’ascolto interattivo. L’obiettivo è portarle, con consapevolezza, a rivolgersi a esperti nei momenti di crisi interiore e di coppia, perché sono proprio quelle coppie in crisi a generare uomini che urlano, malmenano e offendono le donne, e donne che subiscono perché pensano che siano tutte nelle stesse condizioni e che ribellarsi sia inutile.

Vi invitiamo a seguire le nostre prossime attività che da settembre riprenderanno a pieno regime per dare forza, supporto e strumenti comunicativi e culturali per superare i momenti di difficoltà interiore. Vogliamo aiutarvi a sviluppare quell’intuito salvifico che vede molto più lontano della mente, specialmente quando si è personalmente coinvolti in dinamiche disfunzionali e dannose per noi e per la società.

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